IL CONSIGLIO COMUNALE DEL

15 APRILE 2005

 

L’ASSOCIAZIONE DEGLI

UOMINI LIBERI

 

 

 

 (tra parentesi la durata dei vari interventi e la dimensione del file audio mp3)

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Alle ore 16.00 si comincia e, dopo l’appello dei consiglieri

il sindaco comunica al consiglio che a giorni il comune avrà in deposito la collezione di ceramiche della famiglia Mazzacane. Conclude l’intervento dicendo che alle scorse elezioni regionali la maggioranza dei Cerretesi hanno votato come indicato dall’amministrazione (7’23” – 434 kB).

Gagliardi esprime gratitudine alla famiglia Mazzacane, a cui però è stata negata la cittadinanza onoraria di Cerreto, proposta dal Blocco. Sui risultati elettorali ricorda che i partiti rappresentati dalla maggioranza sono stati nettamente sconfitti (1’51” – 110 kB).

Sullo stesso argomento Gismondi sostiene che il sindaco si attribuisce voti che non sono suoi, come quelli di Alternativa Sociale. Tutti i partiti che sostengono l’amministrazione hanno perso nettamente e non solo a Cerreto, perciò il sindaco si vanta per una vittoria che non esiste (4’32” – 267 kB).

Intervento di Santagata (2’48” – 165 kB).

Stanziano sottolinea che, nonostante le minacce e le intimidazioni che hanno ricevuto, gli elettori del Blocco hanno continuato a sostenere la loro coalizione (3’23” – 199 kB).

Il sindaco si allontana e presiede il vice sindaco.

Interrogazioni:

Gismondi, dopo aver sottolineato l’importanza della ceramica per lo sviluppo economico della nostra comunità, interroga il sindaco sul perché non si è tenuta la quarta edizione della Biennale d’Arte Ceramica Contemporanea e se intende cancellarla dal calendario delle manifestazioni (4’26” – 261 kB).

Stanziano presenta 4 interrogazioni:

Interrogazione n. 1: mancata risposta alle numerose interrogazioni presentate in precedenza: la segretaria dice che la risposta è pronta e può essere ritirata (58” – 57 kB).

Interrogazione n. 2: con ordinanza comunale era stato autorizzato lo svolgimento del mercato domenicale per il 3 aprile scorso; una ordinanza successiva ne vietava lo svolgimento. Si chiedono le motivazioni (41” – 41 kB).

Interrogazione n. 3: in occasione della messa celebrata in cattedrale in memoria del Papa Giovanni Paolo II, perché non è stata chiusa al traffico la parte bassa del corso Umberto e perché non è stata chiesta la chiusura dei pubblici esercizi in segno di lutto? (44” – 44 kB)

Interrogazione n. 4: come mai non è previsto il pulmino per gli alunni della scuola elementare nei giorni del rientro, impedendo così agli alunni che risiedono nelle contrade di poter seguire le lezioni pomeridiane (51” – 51 kB)?

Il regolamento comunale prevede che alle interrogazioni il sindaco dia risposta entro 30 giorni: aspettiamo.

Il vice sindaco propone di invertire l’ordine del giorno e passare al punto successivo perché il sindaco non è in aula. Gismondi sostiene che il sindaco non è assente ma è in giro per il comune per cui si può aspettare che rientri in aula  (42” – 42 kB).

Sospensione della seduta per aspettare il sindaco.

Risposta alle 2 interrogazioni presentate da Gismondi nella seduta del 29 dicembre 2004:

Interrogazione sulla mancata autorizzazione a consultare il registro di protocollo del comune:

Il sindaco, rispondendo all’interrogazione, sostiene che non c’è più motivo di indagare perché è stata consentita la consultazione, sostiene che non è ben chiaro se un consigliere può consultare il registro (7’10” – 421 kB).

Gismondi sostiene che l’accesso al protocollo è un diritto dei consiglieri comunali. Il permesso gli è stato concesso non certo per simpatia ma perché non si poteva rifiutare. E’ insoddisfatto della risposta perché la richiesta è del mese di ottobre e l’autorizzazione è arrivata solo alla fine di gennaio, ben oltre i 30 giorni previsti (3’54” – 230 kB).

Discussione sindaco-Gismondi sulle copie del registro di protocollo  (50” – 50 kB).

Interrogazione sul furto di legna sul territorio comunale in località “Acqua Sparsa”:

Il sindaco, rispondendo all’interrogazione, sostiene che non si può stabilire se la legna sia stata rubata quest’anno o in anni precedenti; l’interrogazione è troppo generica perché non ci sono i nomi (2’31” – 148 kB).

Gismondi, insoddisfatto della risposta, afferma che, guardando il ceppo rimasto, è molto facile risalire all’epoca in cui è stato tagliato l’albero. Chiede una copia della relazione di chi è andato a controllare se effettivamente c’era stato il furto. Il sindaco dice che non esiste una relazione. Allora nessuno controlla i beni comunali, nemmeno dopo esplicita segnalazione  (1’46” – 105 kB)?

Poiché in precedenza aveva preso la parola un assessore bocciato (durante il suo intervento i consiglieri del Blocco sono usciti dall’aula, ritenendo che l’intervento di chi non è legittimato a parlare sminuisce la dignità del Consiglio Comunale), Gismondi si lamenta che il sindaco, in aperta violazione del regolamento comunale, consente di parlare anche a chi non ne ha il diritto perché non eletto (2’00” – 118 kB).

Discussione Gismondi-sindaco  (1’26” – 105 kB).

Punto n. 3 dell’ordine del giorno: Approvazione Rendiconto della Gestione anno 2003:

intervento preliminare del sindaco  (22’37” – 1.326 kB)

articolato intervento di Gagliardi: in questi mesi l’amministrazione ha parlato solo di debiti ereditati, dimenticando che nel 1999 i debiti che il Blocco trovò al suo insediamento ammontavano a circa 800.000 lire pro-capite. Sarebbe opportuno che in consiglio comunale si parlasse di come sta operando oggi l’amministrazione e di come intende operare. Bisognerebbe mandare alla Corte dei Conti la delibera di 32.000 euro per un dipendente comunale, gli acquisti fatti e gli incarichi affidati senza avere i soldi (11’57” – 701 kB).

Interventi di Santagata (9’09” – 537 kB) e Barbieri (5’40” – 333 kB).

Il rendiconto dell’anno 2003 ha visto il voto contrario dei consiglieri del Blocco.

Punto n. 4 dell’ordine del giorno: Approvazione convenzione di disciplina della rete “Informagiovani” del Distretto Scolastico n. 9 – Determinazioni.

Relazione del sindaco (6’36” – 387 kB).

Intervento di Stanziano – chiarimenti - sindaco (2’48” – 165 kB).

Messa ai voti la proposta è stata approvata all’unanimità.

Punto n. 5 all’Ordine del giorno: Modifica Regolamento Comunale per l’esercizio delle attività di Barbieri, Parrucchieri e Mestieri affini.

Relazione del sindaco (2’02” – 120 kB).

Stanziano sostiene che il nuovo regolamento doveva essere esaminato nella apposita commissione consiliare, perciò chiede il rinvio ad un’altra seduta del Consiglio (3’33” – 209 kB).

Gismondi, a sostegno della proposta di rinvio avanzata da Stanziano, sottolinea che il testo che si sta approvando contiene errori, stridenti anacronismi e contraddizioni. Cita come esempio il punto h) dell’art. 2 secondo cui nei locali di barbiere o parrucchiere è fatto obbligo di esporre un cartello con il “divieto di sputare per terra” (come se i Cerretesi fossero abituati a tale, antigienica usanza) e prosegue con una serie di rilievi, sostenendo che, in caso di approvazione, esporrebbe il Consiglio Comunale ad una brutta figura degna dell’ironia di “Striscia la Notizia” (6’21” – 374 kB).

Il sindaco si rende conto della validità delle argomentazioni e mette ai voti la proposta del Blocco di rinviare l’argomento, che viene approvata all’unanimità.

Senza l’intervento correttivo del Blocco si sarebbe approvato un regolamento comunale approssimato, e pieno di errori: così opera il governo di Cerreto!

Punto n. 6 all’ordine del giorno: Fida Pascolo – provvedimenti La gestione della fida pascolo (utilizzo dei pascoli di proprietà comunale), dal 1997 affidata alla Comunità Montana, nel 2003 era tornata al comune.

Relazione del sindaco (1’20” – 79 kB).

De Nicola sostiene che la delibera di consiglio con cui, nel maggio 2003, la fida pascolo sui territori demaniali tornava ad essere gestita dal comune sottraendola al controllo della Comunità montana, aveva di fatto determinato la cessazione della gratuità del suo utilizzo. Il segretario comunale infatti, nel 2004, aveva stabilito delle tariffe per capo di bestiame al pascolo (6’08” – 361 kB).

Gagliardi, in risposta, sottolinea che il Blocco non ha mai pensato di far pagare la fida pascolo, nonostante ci sia stato chi, strumentalmente, ha fatto credere il contrario agli allevatori. Il Blocco ha realizzato il grande progetto di portare finalmente l’acqua sulla Parata, in modo naturale, per discesa diretta, senza i costosissimi, innaturali ed inefficaci artifici di far scorrere l’acqua dal basso verso l’alto (1’54” – 113 kB).

Gismondi, replicando a De Nicola, chiarisce che, dopo la delibera del maggio 2003, c’è stato il “tradimento di Giuda” (i trenta denari del prezzo ancora non sono stati completamente pagati ed ogni volta si paga qualche altra rata), per cui non c’è stato più il tempo per adottare la delibera di gratuità della fida pascolo. Il Blocco non ha mai pensato di far pagare la fida pascolo anzi è stato sempre a favore degli allevatori, tanto è vero che ha affrontato ed efficacemente risolto il problema acqua sulla parata. Gli altri invece, più che a dissetare gli animali al pascolo, pensavano ad aizzare gli allevatori di Cerreto contro quelli dei paesi limitrofi, in modo da creare liti che spesso sfociavano in procedimenti penali. Poi, al processo, si facevano nominare avvocati difensori, così addirittura riuscivano a lucrare su quei problemi che, volutamente, non dovevano mai essere risolti. Questa è la strategia dei “bravi allevatori di polli” (2’45” – 162 kB).

De Nicola – Stanziano – Gismondi: repliche e chiarimenti (1’58” – 116 kB).

Stanziano propone di non mettere un limite di tempo alla gratuità della fida pascolo, al contrario dell’amministrazione che aveva proposto la gratuità fino al 2006. La proposta viene accettata e approvata all’unanimità (1’16” – 75 kB).

Grazie ai consiglieri del Blocco si è evitato che dopo il 2006, si instaurasse una nuova possibilità di ricatto agli allevatori sul pagamento della fida pascolo (come avveniva in passato, quando gli allevatori “amici” dichiaravano, e pagavano, per un numero di bovini inferiore alla realtà, in “non amici” erano soggetti a continui e vessatori controlli).

Punto n. 7 all’ordine del giorno: Modifica ripartizione Fondi l. 219/81 e successive modifiche ed integrazioni (FONDI PER IL TERREMOTO).

Relazione del sindaco, in cui si propone di togliere alcune migliaia di euro dai contributi destinati a chi ha avuto danni dal terremoto ed utilizzarli per il contenzioso e per le spese della commissione. Alcuni cittadini, oltre al contributo che a suo tempo hanno avuto, hanno chiesto anche un’ulteriore somma e l’amministrazione, senza aspettare la sentenza del tribunale ha preferito accordarsi e pagare, per risparmiare le spese legali (3’05” – 181 kB).

Nel suo intervento Gagliardi sostiene che quei cittadini hanno fatto richieste illegittime perché, secondo la legge, le somme in più rispetto al progetto originale devono essere individuate nel corso dei lavori (e non anni dopo), devono essere approvate dalla commissione comunale e devono essere pagate con la liquidazione finale. Questa regola non è stata rispettata e perciò non è possibile dare ulteriori somme a quei cittadini. Fa scrivere a verbale, sotto dettatura, le sue dichiarazioni e richiede una copia della registrazione della seduta. Chiede anche che questa delibera sia inviata alla Procura della Repubblica ed alla Corte dei Conti perché ne verifichino la legittimità e adottino i provvedimenti conseguenti (8’30” – 499 kB).

Gismondi sostiene che questo modo di risolvere le questioni legali tra Comune e cittadini è un pericoloso precedente. Il Comune infatti, con la scusa di risparmiare sulle spese legali, preferisce pagare anche somme non dovute, piuttosto che attendere la sentenza del tribunale che vedrebbe riconosciute le proprie ragioni. E non importa neppure se, in una situazione analoga, il tribunale ha già dato ragione al comune ed un cittadino (che non si nomina per motivi di privacy) non solo non ha avuto quanto indebitamente chiedeva, ma addirittura è stato condannato a risarcire le somme percepite illegalmente. Gismondi conclude affermando che si stanno pagando le cambiali elettorali: c’è chi si è venduto per trenta denari, chi per 800 euro, chi per 10 euro (3’24” – 200 kB).

Stanziano annuncia il voto contrario perché non si devono sottrarre soldi a quei cittadini che hanno diritto al contributo per aggiustare la casa danneggiata dal terremoto (1’31” – 90 kB).

I consiglieri del Blocco votano contro la proposta.

Punto n. 8 all’ordine del giorno: Approvazione testo Statuto Comunale coordinato con le successive modifiche ed integrazioni.

Nel 2000 il Consiglio Comunale ha approvato lo statuto. Nel 2004 sono state apportate le seguenti modifiche: è stata introdotta la figura del Presidente del Consiglio Comunale, è stato portato da 2 a 3 il numero dei possibili assessori esterni (cioè non scelti tra gli eletti in consiglio comunale).

Relazione introduttiva del sindaco: la proposta che ora si porta in consiglio è di “approvare lo Statuto Comunale …. e successive modificazioni” (4’45” – 279 kB).

Gismondi fa notare che, nella proposta in discussione, è prevista l’ “approvazione dello statuto allegato”, senza nessun riferimento cioè a quello approvato nel 2000 e modificato nel 2004. Si pone allora il dubbio se “lo statuto allegato” sia effettivamente quello del 2000 modificato nel 2004, temendo che nel nuovo testo possa celarsi qualche aggiunta sottobanco che in questo momento potrebbe sfuggire all’analisi del consiglio. Propone allora di cambiare la dicitura della proposta inserendo l’esplicito riferimento ai testi del 2000 e del 2004 (15’25” – 904 kB). Dalla discussione emerge che effettivamente c’è qualche ulteriore variazione al testo dello statuto in esame, come la nuova numerazione degli articoli, perciò si rafforza il dubbio sulla presenza di altre modifiche artatamente inserite. La proposta dell’esplicito riferimento ai testi del 2000 e del 2004 viene respinta.

Si mette ai voti la proposta originale.

Gismondi dichiara voto contrario perché non c’è la certezza che lo statuto che si sta approvando sia effettivamente quello che scaturisce dalla volontà del Consiglio Comunale (2’00” – 119 kB).

I consiglieri del Blocco votano contro la proposta.                                            

La seduta del Consiglio Comunale si chiude poco dopo le 20.00.

 

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