IL CONSIGLIO COMUNALE DEL

5 dicembre 2005

aperto agli interventi dei tecnici e dei genitori:

LA SCUOLA MATERNA ED ELEMENTARE

INAGIBILE DA SETTEMBRE 2004

L’ASSOCIAZIONE DEGLI

UOMINI LIBERI

 

(tra parentesi la durata dei vari interventi e la dimensione del file audio mp3)

il tempo di download dipende dalla velocità del collegamento internet

 

Finalmente, dopo 15 mesi, l’amministrazione si è degnata di dare delle risposte

IL PROBLEMA DELLA SCUOLA ELEMENTARE

Nel consiglio comunale aperto del 5 dicembre scorso

è stato detto ai genitori che ormai è tardi per rivedere il progetto di rattoppo

Dopo l’improvvisa evacuazione dell’edificio di piazza Mazzacane ed il trasferimento della scuola elementare e materna nell’edificio di Piazza Roma, avvenuta nel settembre del 2004, l’amministrazione comunale ha preferito non rispondere alle continue e pressanti segnalazioni di disagio che venivano dai genitori e dagli operatori scolastici per quella sistemazione precaria che, nata con le caratteristiche della provvisorietà, stava diventando definitiva.

Intanto il sindaco, ad inizio anno scolastico, inviava una lettera a tutti i genitori promettendo che, dopo le feste di Natale, la scuola materna sarebbe tornata nell’edificio di piazza Mazzacane, dove avrebbe ricominciato a funzionare anche la mensa scolastica.

Poiché a fine ottobre, visto l’andamento dei lavori, era chiaro che la promessa non poteva essere mantenuta e l’amministrazione riteneva opportuno non dialogare con i genitori, i consiglieri del BLOCCO hanno organizzato un incontro nel salone delle Suore degli Angeli in piazza S. Martino, il giorno 5 novembre scorso, per ascoltare il punto di vista dei genitori, della scuola e dell’amministrazione. Avevano invitato perciò il dirigente scolastico, che puntualmente e responsabilmente ha partecipato, ed il sindaco che ha preferito non intervenire senza fornire alcuna spiegazione. In quell’incontro si è costituito un comitato di genitori che ha tentato di instaurare un dialogo costruttivo con l’amministrazione senza però raggiungere risultati apprezzabili.

Poi finalmente, con un ritardo di ben 15 mesi, l’amministrazione ha deciso che anche i genitori sono cittadini cerretesi che hanno il diritto di esprimere la loro opinione e di essere informati su un problema che li coinvolge  tanto direttamente.

In questo numero di Block Notes pubblichiamo il resoconto, il più possibile completo, del consiglio comunale aperto che si è tenuto il 5 dicembre scorso nel salone dell’Istituto Leone XIII in piazza Roma. Ogni intervento è stato sintetizzato cercando di coglierne i punti più salienti. Per un resoconto completo si può fare riferimento al sito internet del BLOCCO PER CERRETO www.blocco.org dove è on-line l’audio di tutti gli interventi. Per ascoltarli basta cliccare sui vari link presenti nell’ipertesto sulla home page oppure sulla pagina “Consiglio Comunale”

 

OPERAZIONI  PRELIMINARI  E  INTERROGAZIONI

Dopo l’appello dei presenti, si rinvia  ad altra data la lettura dei verbali delle sedute precedenti.

Stanziano interroga il sindaco su 4 questioni:

1) Illuminazione serale nella parte centrale del paese che molto spesso non funziona. (21” – 64 kB)

2) Criteri e carattere di urgenza che determinano l’assunzione ripetuta di personale per 10 giorni lavorativi, augurandosi che non siano criteri di carattere prettamente elettorale. (45” – 134 kB)

3) Rifiuti ingombranti e discariche abusive sul territorio: perché la ditta incaricata dello smaltimento ancora non ha provveduto e che si intende fare per evitare il ripetersi di simili fenomeni. (47” – 140 kB)

4) Nonostante lil sindaco, in campagna elettorale, si fosse impegnato pubblicamente con i giovani lavoratori affermando che la cooperativa Azzurra Servizi avrebbe continuato a lavorare per il comune, a tutt’oggi non è stato rinnovato nessun contratto. Chiede i motivi del mancato rinnovo dei contratti e quali provvedimenti intende assumere per non lasciare senza lavoro quei giovani e quelle persone svantaggiate. (52” – 155 kB)

Il sindaco risponde alla prima interrogazione affermando che l’impresa che sta realizzando l’impianto elettrico, nonostante le ripetute sollecitazioni della direzione dei lavori, si è resa inadempiente più volte e non ha messo a punto i quadri causando le interruzioni dell’energia. Perciò, per reiterate inadempienze, è stato avviato il procedimento per la rescissione del contratto (ha usato proprio queste parole n.d.r.). (2’46” – 490 kB)

Il punto successivo: nomina dei componenti della Commissione  Edilizia Integrata, decaduti per fine mandato, viene rinviato alla prossima seduta del Consiglio Comunale.

 

Intervento iniziale del sindaco:

Non se ne deve parlare e non è lecito andare a vedere i lavori

(ma che c’è di tanto segreto?)

Il sindaco esordisce dicendo che è importante una sede ufficiale per discutere l’argomento. In un lungo intervento iniziale afferma tra l’altro che per nessuna casa di Cerreto, dopo il terremoto, si è pensato ad una ricostruzione piuttosto che ad una ristrutturazione. Insinua che le notizie apparse su volantini domenicali scaturivano dallo sbirciare dal buco di una serratura, anzi dallo scavalcare muri in modo non lecito.

Secondo lui non si possono affrontare simili questioni in chiacchierate da bar o improvvisate né, soprattutto, in sedi nelle quali non sono presenti i rappresentanti istituzionali. Giustifica l’assenza del progettista perché, all’ultimo minuto, la sua baby-sitter avrebbe subito una rapina con lesioni al ginocchio per cui non ha potuto partecipare a questa seduta. Il tecnico ha comunque inviato una relazione scritta che sarà letta al Consiglio. (10’00” – 1759 kB)

 

l’assessore ai lavori pubblici

GIOVANNI PARENTE

Nell’affermare cose di cui forse non è convinto, non bada ai congiuntivi e agli ausiliari

L’assessore Parente legge una relazione in cui è elencata la cronologia degli incarichi e dei lavori che si stanno svolgendo all’edificio di Piazza Mazzacane. Illustra nei dettagli di centinaia di migliaia di euro i due progetti, il primo dei quali è in avanzato stato di realizzazione mentre il secondo deve andare in appalto. Concentrato nel portare avanti una tesi che forse non convince neppure lui, non esita ad utilizzare frasi come “se si sarebbe optato” e “sarebbe significato”. Afferma che la spesa per la ricostruzione ex novo supera i 4 milioni di euro. Secondo lui non si può neppure accettare l’ipotesi di ricostruire l’edificio nei pressi della Scuola Media, perché quella zona è a rischio frane (questa notizia è una nuova, grave preoccupazione: l’edificio della scuola media è in zona pericolosa? n.d.r.). (17’29” – 3074 kB)

 

PRECISAZIONE

Durante gli interventi in Consiglio Comunale del prof. Giannetti e del dott. Montefusco i consiglieri del Blocco, sistematicamente, lasciano l’aula perché, come più volte ribadito, non riconoscono legittima la nomina ad assessori di personaggi che gli elettori hanno bocciato ritenendoli non adatti ad amministrare Cerreto. Per questo motivo non si riporta l’intervento di uno di questi né la relativa registrazione sarà on-line sul sito www.blocco.org

 

Si legge la relazione tecnica

Secondo la progettista prof. M. Rosaria Tecce

 la vita utile del cemento armato è 50 anni

Il sindaco legge la relazione fatta pervenire dal tecnico incaricato prof. M. Rosaria Tecce. Dopo una premessa di carattere generale, si afferma che il caso della scuola di piazza Mazzacane è complesso, non esiste documentazione, grafici o calcoli da cui dedurre le caratteristiche tecniche dello stabile. Dall’analisi dello stato della struttura, dalla disponibilità economica e dalla volontà dell’amministrazione di realizzare un adeguamento sismico, sono scaturite le scelte progettuali che, in quattro lotti di lavori, porteranno ad un adeguamento dell’edificio alle attuali norme antisismiche. I lavori su una struttura già esistente possono comportare inconvenienti imprevisti ed imprevedibili che possono portare spesso ad un allungamento dei tempi. Si deve comunque accettare il principio che una struttura in cemento armato ha una vita utile di circa 50 anni, o anche meno se non si fa manutenzione. (Ma allora, se anche il tecnico sostiene che l’edificio è in fin di vita, perché tanto accanimento terapeutico? N.d.r.). (7’37” – 1341 kB)

 

Relazione tecnico-politica del capogruppo del BLOCCO

RENZO MORONE

intervento pubblicato sul n. 19 di Block Notes, riproposto per completezza

Da oltre un anno (24.10.04-block notes n°3), quindi molto prima che iniziassero i lavori di “miglioramento” della nostra scuola (1 marzo 2005), ho cercato, a nome del Gruppo che rappresento, di suscitare un dialogo sul come si intendeva intervenire sulla nostra acciaccata scuola elementare evitando i soliti distinguo tra maggioranza e minoranza. I tentativi hanno avuto l’unico effetto di farmi passare per pazzo, terrorista e, come ho appreso da alcuni interventi della maggioranza nel consiglio Comunale aperto del 5.12, scavalcacancelli e dalle competenze tecniche tutte da dimostrare. Povero me. Mi hanno proprio “pittato”, ma non è che ciò mi preoccupi più di tanto. Chi mi conosce sa che l’unica terrorismo che riesco a partorire è esprimere e confrontare le mie idee una volta brillanti ed innovative ora, invece, capaci solo di “suscitare panico e gettare discredito in paese per fini politici”. Tranquillizzo tutti: non ho mire politiche e la mia attuale esperienza avrà presto fine, sicuramente prima che siano terminati i lavori di recupero di questa struttura o, peggio, della realizzazione della foresta di spaventapasseri  eolici. Ma torniamo alla scuola,   una struttura che si sta riparando a tutti i costi, manco fosse un monumento di Cerreto Vecchia e nonostante sia stata realizzata secondo uno schema strutturale che oggi potrebbe essere additato ad esempio su “come non si dovrebbe costruire in zona sismica”. Una scuola che sarà rinforzata al modestissimo costo di EURO 1.500.000, salvo sorprese probabilissime in corso d’opera, quando si porrà mano ai solai, che ovviamente saranno sottoposti a prove di carico, uno per uno. Oltre 3.000.000.000 di lire utili per costruire a Faicchio, in soli due anni, un moderno Istituto Turistico più ampio di ciò che serve a noi. E non credo a motivi burocratici insormontabili che impedirebbero una ricostruzione in sito. Proprio non ci credo.  Ma molti sono gli interrogativi che mi pongo quotidianamente, e che porgo a Voi.

Mi sbagliavo quando sostenevo che adeguare una vecchia struttura in CA alle norme sismiche che le consentano di resistere ad un terremoto catastrofico quale potrebbe (e ci auguriamo di no) avvenire a Cerreto, sarà sicuramente possibile ma estremamente oneroso? Non siamo forse già passati da 350.000 a 1.500.000 euro?  Esageravo quando rimarcavo la pericolosità della nostra zona, sismicamente addirittura più a rischio di quella di San Giuliano? Pensate che un grande geologo, dai capelli bianchi come i miei, ha detto che due sono le zone dove non vorrebbe vivere per il grosso rischio terremoto: a Catania e lungo l’asse Benevento-Campobasso. Ricordiamoci della catastrofe del 1688, ricordiamoci di San Giuliano, e non pensiamo che le sciagure possano accadere sempre…altrove. Facciamo pure i dovuti scongiuri, ma è meglio pensarci prima. E ho forse detto sciocchezze quando sottolineavo che basta-va leggere le relazioni redatte dal tecnico progettista per capire tra le righe che la scuola sarà una nuova “FABBRICA DI SAN PIETRO”, con continuo esborso di denaro? “Una scuola  molto carente in termine di prestazioni in presenza di azioni sismiche.addirittura con un livello di sicurezza insufficiente per carichi verticali (cioè in condizioni normali), e con un progetto di adeguamento…economicamente molto oneroso “ queste non sono mie terroristiche parole, ma è quanto riportato nelle relazioni tecniche redatte dall’ottimo ingegnere che nessuno ha mai contestato (ad eccezione di quando scrive che a volte si pensa più alla bellezza che alla solidità. Una scuola non è un bunker, ma è spazio e funzionalità, e DEVE essere bella ed accogliente per stimolare la creatività dei bambini). Considerazioni che, se lette con attenzione, avrebbero dovuto spingere ad esaminare (vagliare, valutare) altre strade, magari con un consulto tra varie professionalità: non ci si affida solo ad un primario ortopedico, fosse pure il più bravo del mondo, quando si è in ospedale con le ossa rotte, il cuore in disordine, il fegato malato ed allergie varie. Spero di essere chiaro, visto che ogni tanto mi attribuiscono cose mai dette o pensate. Io quel che penso lo metto per iscritto. Per esempio, ero passibile di galera quando sostenevo per iscritto che, se pure riusciremo a mettere tutte queste pezze, perché di pezze si tratta, alla fine avremo una costosissima scuola progettata secondo criteri pedagogici assolutamente superati? Dice il D.M. 18.12.75: lo spazio dell’aula…non può costituire elemento base da ripetere in serie lungo un corridoio di disimpegno, ma dovrà...integrarsi spazialmente con gli altri ambienti…con una continuità spaziale tra unità dello stesso ciclo, anche mediante pareti mobili…. Trovate una sola di queste caratteristiche nella nostra scuola? Perché mai i figli di Cerreto si dovranno accontentare di una scuola vecchia, non idonea a soddisfare le moderne esigenze pedagogiche? Non dovrebbero godere degli stessi diritti che sembrano appannaggio esclusivo di chi parla un dialetto diverso?

Ed ho torto se ricordo che i privati cittadini che hanno fatto ricorso alla legge 219, per ottenere un contributo max di 130.000.000 di lire, erano costretti a dimostrare la convenienza economica a riparare (non a chiacchiere, ma con due diversi progetti!) altrimenti dovevano demolire e ricostruire la propria casa, anche con accollo di spesa. Lo stesso, non so perché, non si può fare con la scuola, con i denari pubblici e con un investimento plurimiliardario. Ci costerà di più? Esiste il rapporto costi/benefici e penso che chiunque, tra una vecchia macchina fuori produzione ma riparata da un meccanico, e lo stesso modello nuovo, sceglierebbe la seconda, anche spendendo di più.

In fondo l’auspicio era/è che l’Amministrazione si convinca della bontà dell’idea e approfittando della “disgrazia” e, magari, del “Patto di quartiere” che sarà realizzato in zona, spenda diversamente i soldi realizzando una struttura moderna, accogliente, architettonicamente stimolante. E l’ipotesi di eliminare o rendere passante visivamente e materialmente la parte di struttura prospettante su Piazza Mazzacane, possibilissimo, è solo per consentire a Via Nicotera di ridiventare il cuore pulsante di Cerreto ridandole quel magnifico sfondo che sono i Monti matesini. Prenderemmo due piccioni con una fava e sarebbero cosi ripagati adeguatamente i grossi, grossi sacrifici che stanno compiendo genitori, alunni e maestri. Sacrifici enormi, di cui solo ora mi sono reso colpevolmente conto, vedendo in che situazione allucinante, da terzo mondo,  erano alcune classi.  Alla fine ci sarebbe stato la raccolta dei meriti che sarebbero stati solo loro, come è nelle cose e come è successo per altri…prodotti. Non è il merito che mi interessa, ma cercare di far fare bene le cose convinto come sono che “C’è una cosa peggiore di non fare le cose: è farle male”. E non penso proprio che sia terroristico ipotizzare e consigliare soluzioni non banali, all’altezza della fama e della cultura di Cerreto che tutti sbandieriamo con una splendida bandiera di colore arancione.

Queste idee le ho sbandierate per iscritto mesi prima che iniziassero i lavori, chiamandole frutto di una “Proposta indecente”. E l’indecenza della proposta stava e sta non tanto nel fatto che veniva da un Consigliere di minoranza, quanto dall’assurda idea che qualcuno la potesse discutere e perfino accettare. Ora, invece, l’unica indecenza è non aver voluto accettare una commissione “tripartisan” (maggioranza, minoranza e genitori), per VALUTARE lo stato dei lavori e vagliare ipotesi alternative. Che brutto quel voto unanime espresso con undici mani alzate, scattate all’unisono, manco fossero di legno. Eppure appena un attimo prima era stata accettata l’altra Commissione, quella che doveva risolvere, come ha risolto, i problemi logistici legati all’oggi. Che strano concetto di collaborazione e trasparenza.

Vorrei concludere, infine, con una considerazione a voce alta diretta prima a me stesso e poi all’ottimo ingegnere strutturista di cui ho sicuramente stima, visto ciò che ha saputo dare a mio figlio Nicola, di cui è stato relatore di laurea.

Siamo proprio sicuri che ciò che con tanta passione e competenza ipotizziamo e verifichiamo al computer risponda poi alla realtà? Siamo proprio sicuri di ciò che ci sta punto per punto in una struttura realizzata non solo prima della classificazione sismica di Cerreto, ma addirittura prima che fosse promulgata la più completa legge sul C.A., la n. 1086 del 5 novembre 1971? Io qualche dubbio l’ho colto anche nella Sua relazione. E Lei sa meglio di me che una cosa sono le strutture nuove, praticamente senza incognite comportamentali, una cosa le vecchie. A me è capitato di vedere, in strutture fondali in CA realizzate negli anni 70, quindi più recenti rispetto a quelle della scuola, o in solai che venivano utilizzati negli anni 60, tondini in acciaio completamente trasformati in ruggine e armature di cui ipotizzavo la continuità semplicemente accostate. Io qualche dubbio lo avrei, a meno che non spendiamo un patrimonio per adeguare tutto, ma proprio tutto, punto per punto. Tecnicamente nulla è impossibile, ma l’impresa vale la spesa? E non è forse vero che la vita di una struttura in C.A. dura 50 anni? Lo ha detto il Sindaco leggendo, con qualche imbarazzo, mi è sembrato, la chiara e, per certi versi, inaspettata relazione tecnica del Progettista. A proposito. Quanti anni compie tra poco la nostra scuola? (12’32” – 2206 kB)

 

La signora Rosanna Fappiano, a nome del

COMITATO  DEI  GENITORI

Esprime il disagio dei bambini e formula 3 richieste al sindaco

Dopo l’incontro con i genitori del 5 novembre scorso, organizzato dal BLOCCO sulla scuola elementare, si è costituito un comitato di genitri per seguire da vicino l’evoluzione del problema. In rappresentanza di questo comitato prende la parola la signora Rosanna Fappiano che evidenzia la preoccupazione con cui si segue la vicenda della scuola dei propri figli. Sottolinea le difficoltà e i disagi che affrontano i bambini, costretti in aule anguste, dove l’insegnante deve appoggiare i quaderni sulle ginocchia, perché non c’è lo spazio per la scrivania. Quando l’edificio della scuola elementare e materna è stato dichiarato inagibile, per far fronte all’emergenza la scelta dell’edificio del Leone XIII sembrava migliore rispetto ad altre ipotesi che erano state fatte. Però emergenza significa anche immediata risoluzione, invece qui si sta arrivando alla “normalità”, e questo non è più accettabile. La situazione è molto più grave di quanto si possa immaginare. Fappiano si rivolge a tutti gli amministratori invitandoli a visitare i locali, perché si rendano conto personalmente di quanto sta affermando. Questa situazione di disagio ha provocato sicuramente problemi al rendimento scolastico dei bambini, che non hanno potuto più seguire il tempo pieno. Se la scuola elementare è il “vivaio dell’Italia” (come ha detto il presidente della Repubblica Ciampi), i bambini di Cerreto saranno un vivaio poco vigoroso. I genitori cercavano di non interrompere le lezioni del tempo pieno ma la mancanza della mensa ha di fatto impedito ai bambini delle contrade di seguire le lezioni pomeridiane, creando una grave discriminazione tra gli alunni. Fappiano ribadisce anche che non c’è stata nessuna strumentalizzazione da parte dei genitori. Se avessero voluto strumentalizzare la cosa, avrebbero potuto chiedere certificati di agibilità, microclima, verifiche sul trasporto con i pulmini, effettuato senza sorveglianza, dove si verificano anche episodi di bullismo. Invece i genitori chiedono solo dei chiarimenti e delle rassicurazioni. Alla riunione è presente, a supporto dei genitori, un rappresentante del Codacons (associazione per i diritti dei consumatori n.d.r.), alla presenza del quale si chiede un maggiore dialogo con i responsabili. A conclusione del suo intervento Fappiano ribadisce, a nome del comitato dei genitori, le richieste presentate nella lettera protocollata il giorno 28 novembre:

1) individuare una sistemazione dei bambini più idonea e più confortevole;

2) trovare delle soluzioni per migliorare l’efficienza e la sicurezza dei trasporti;

3) ripristinare il servizio mensa. (13’16” – 2234 kB)

 

Francesco Gagliardi: l’impegno del BLOCCO

Scelte imposta dall’alto, quasi la scuola fosse un affare privato

Francesco Gagliardi ringrazia il dirigente scolastico il quale volle partecipare anche all’incontro del 5 novembre organizzato dal BLOCCO, a differenza del sindaco che, seppure regolarmente invitato, non venne né ritenne opportuno dare qualche giustificazione. Si sarebbe aspettato delle scuse ufficiali da parte del sindaco ai genitori perché, per un anno e mezzo non hanno avuto una risposta su un problema così delicato e perché solo dopo un anno e mezzo si convoca un Consiglio Comunale aperto. Si sarebbe aspettato anche un ringraziamento ai consiglieri di minoranza che hanno sollevato il problema. È emerso con estrema chiarezza che per un anno intero, sono state imposte dall’alto delle scelte, senza dare a nessuno la possibilità di intervenire, quasi come la scuola fosse un affare privato. Quelle scelte poi si sono rivelate soltanto delle soluzioni pasticciate, come oggi è evidente. I problemi in discussione oggi si dovevano affrontare un anno e mezzo fa. (7’02” – 1239 kB)

Gagliardi prosegue affermando che quando si discute di argomenti socialmente rilevanti, non vale la legge della maggioranza, non si possono contare le mani alzate quando si parla dell’incolumità dei ragazzi. In questi casi è necessario il dialogo e il confronto, che è sempre stato cercato dalla minoranza e dai genitori ma che non è stato mai accettato dalla maggioranza. Non è vero che nessuno si è opposto alla soluzione attuale o ha proposto soluzioni alternative. Quando i consiglieri del BLOCCO, l’anno scorso, presero visione del progetto di miglioramento che allora si doveva realizzare sull’edificio di piazza Mazzacane, suggerirono, con adeguate motivazioni tecniche, di trasferire gli alunni un un’ala della scuola mentre si interveniva sull’ala lasciata sgombra (operazione questa che è stata fatta ad Alife e a Gioia Sannitica). I consiglieri del BLOCCO si posero anche il problema della staticità dell’edificio dove sono stati portati gli alunni, ma ebbero la raggelante risposta che “il certificato di antisismicità lo rilascia la storia” cioè che se in 300 anni quell’edificio non è caduto, allora è certamente antisismico! (6’36” – 1161 kB)

Fu proposto anche il trasferimento presso l’istituto Carafa, ma neppure su questo è stata data risposta. Gagliardi ricorda che, dopo il terremoto di S. Giuliano di Puglia, l’amministrazione del BLOCCO di allora affrontò immediatamente il problema, cominciando a pensare alla verifica dell’antisismicità dell’edificio di piazza Mazzacane. Ora, dopo un anno e mezzo dall’evacuazione della scuola, finalmente si viene in consiglio comunale per trovare una soluzione. A conclusione del suo intervento Gagliardi illustra le stesse proposte già formulate in passato: valutare la possibilità di ricostruire ex novo l’edificio di piazza Mazzacane e spostare i bambini dai locali del Leone XIII in una struttura antisismica e più idonea (indica l’istituto Carafa oppure le case parrocchiali di via S. Iacobelli). (6’30” – 1144 kB)

Gagliardi propone anche di istituire una commissione tecnica che possa valutare costi e benefici della riparazione o della ricostruzione ex novo della scuola elementare. Quando la commissione tecnica avrà concluso i lavori si tornerà di nuovo in un consiglio comunale aperto per adottare le soluzioni definitive. Se non si procede così avremo solo fatto molte chiacchiere senza risolvere il problema dei bambini e senza dare le garanzie che i genitori, legittimamente, hanno chiesto. (5’22” – 946 kB)

 

Gianfranco Ruggiero

Chiede risposte concrete

Il signor Gianfranco Ruggiero, rappresentante di classe della scuola materna, ringrazia tutte le insegnanti che, nonostante la situazione molto difficile, si stanno impegnando con coscienza e professionalità. Chiede al sindaco una risposta concreta e definitiva, ricordando che, ad inizio anno scolastico, si sapeva che la scuola materna sarebbe tornata in piazza Mazzacane a gennaio, e questo non è più vero. Afferma poi che i genitori della scuola materna non manderanno più a scuola i loro figli, perché non c’è sicurezza. (2’06” – 370 kB)

 

Pinuccio Fappiano

La responsabilità degli amministratori va ben oltre il loro mandato

Pinuccio Fappiano afferma che gli amministratori devono essere al servizio della collettività. La scuola ha impedito ai bambini delle contrade di usufruire dell’intero percorso formativo non solo perché non possono frequentare le lezioni pomeridiane ma anche perché la mattina il pulmino passa tardi per cui, entrando a scuola in notevole ritardo,perdono molte ore di lezione. Questa è una responsabilità degli amministratori e della dirigenza scolastica, che avrebbe potuto rifiutarsi di trattare i bambini in questo modo. Sarebbe necessario utilizzare i soldi pubblici per la crescita dei bambini piuttosto che spenderli in operazioni di maquillage a Cerreto. L’amministrazione sta facendo dei trapianti a chi sta morendo per il cancro: sta facendo interventi inutili sull’edificio che è già decadente. La sicurezza è una cosa importantissima, certo le carte saranno a posto, ma non sarà certamente a posto la coscienza degli amministratori nel momento in cui succederà qualche cosa. La responsabilità degli amministratori non sarà limitata al periodo in cui sono in carica, ma si estenderà a tutto il tempo di utilizzo della scuola. Anche tra venti anni saranno responsabili di questa scelta che è la peggiore possibile. (2’28” – 787 kB)

 

Rocco Di Paola

chiede un chiarimento tecnico all’architetto Morone

Tante case di Cerreto, attualmente abitate, sono state ristrutturate senza essere abbattute. Perché solo per la scuola elementare si pone il problema della stabilità e non per tutte le altre case di Cerreto? La domanda è interessante non dal punto di vista formale ma per la sicurezza. (1’38” – 290 kB)

 

Morone: c’è differenza tra muratura e c.a.

La struttura è precedente alle leggi sul cemento armato

L’architetto Morone chiarisce che la struttura in cemento armato lavora in modo completamente diverso dalla struttura in muratura. Come affermato anche dalla prof. Tecce (progettista dell’intervento di riparazione della scuola elementare -n.d.r.-), la struttura in cemento armato, dopo 50 anni, dà problemi. Inoltre il cemento armato di 50 anni fa era realizzato senza rispettare quelle norme successive che garantiscono la corretta esecuzione e quindi la stabilità dei manufatti. Negli anni 60 si usava acciaio liscio, che tranquillamente, oggi, si sfila dall’interno delle travi. Il calcestruzzo inoltre era preparato senza tener conto dei dosaggi. Il cemento armato quindi ha bisogno di manutenzione, come si fanno numerosi e costosissimi interventi di manutenzione ai viadotti autostradali. Ma se per quelli non si può pensare ad una ricostruzione ex novo perché non si può interrompere l’autostrada, non è la stessa cosa per la scuola elementare di Cerreto. Le case in muratura, in queste zone, vanno benissimo, specialmente quando sono strutture basse. Poi la riparazione di una casa in muratura non è molto costosa, al contrario della riparazione di una struttura in cemento armato, per la quale bisogna cominciare dalle fondazioni. Si ha l’impressione che non siano stati effettuati sondaggi nell’intero edificio. C’è la concreta possibilità che si debbano effettuare ulteriori opere di rinforzo. Il problema, in questo caso, non è come utilizzare i soldi bensì come non sprecare i soldi. Certamente alla fine dell’intervento, formalmente, le cose staranno a posto, come, formalmente erano a posto anche a S. Giuliano di Puglia. Il calcestruzzo della scuola elementare non è stato realizzato utilizzando le tecniche di preparazione moderne: l’impasto si faceva “a occhio”, con notevoli differenze di risultato, specialmente tra l’impasto preparato prima di pranzo e quello preparato dopo pranzo. (7’17” – 1281 kB)

 

Barbieri si scusa per i toni risentiti

si ricorda che esiste il dialogo e fa importanti promesse

Barbieri sostiene che non è possibile fare le scuole nuove in Italia perché non ci sono i fondi necessari. Non si deve polemizzare davanti ai genitori. Su sollecitazione di Stanziano, che lo invita a scusarsi per aver detto che la minoranza voleva strumentalizzare la situazione, Barbieri chiede scusa per tutto quello che ha potuto dire, anche con toni risentiti, perché tutti sentiamo la responsabilità del problema ed è necessario dare delle risposte alla gente. Afferma che è necessario affidarsi ai controlli di tecnici professionisti. Afferma ancora che nella vicenda ci sono coinvolgimenti di natura politica. Ribadisce che la scuola nuova costerebbe troppo per cui si preferisce riparare quella esistente. Riguardo alla questione della chiusura della scuola, chiede alla minoranza quale è la proposta alternativa. La scuola doveva essere chiusa, di fronte alle perizie dei tecnici. Erano pronti anche i locali dell’Istituto L. Sodo. Si sa che la sistemazione non è ottimale, anche la ASL aveva detto che alcune aule non erano del tutto idonee. Continua dicendo che non ha avuto proposte alternative dalla minoranza (come se toccasse alla minoranza decidere! n.d.r.). I genitori non vogliono dividere la scuole in più plessi. E’ necessario discutere per risolvere i problemi, anche il problema della mensa. Bisogna trovare insieme le soluzioni. In linea teorica sarebbe possibile anche utilizzare i locali delle opere parrocchiali. Occorre ragionare sulle varie ipotesi. Intanto, dopo 14 mesi, sono stati trovati tutti i fondi per completare al 100% i lavori per adeguare la scuola ed anche per la sua riqualificazione urbanistica. Per il trasporto alunni, si comprerà un nuovo pulmino Mercedes di 30 posti per integrare il servizio.

Promette che dopo le vacanze di Natale sarà assicurata anche l’assistenza ai bambini durante il trasporto. (20’50” – 3663 kB)

 

Iolanda Conte

Pone il problema del trasporto

Luigina Miccio

Il disagio della sistemazione

La signora Iolanda Conte chiede di fare giri diversi per gli alunni della scuola materna e della scuola media, per non far viaggiare insieme bambini di 2 anni e mezzo con ragazzi di 13 anni. Succede pure che i bambini che devono stare a scuola alle 7 e mezza e alle 8 arrivano a scuola alle 9. C’è bisogno anche di migliorare la viabilità, perché il pulmino rischia di andare in una scarpata.

La signora Luigina Miccio sottolinea che sono tutte le classi a trovarsi in situazioni insostenibili. All’interno della II B c’era addirittura una fotocopiatrice, per cui le lezioni erano continuamente disturbate. (1’54” – 336 kB)

 

Il dirigente scolastico Ruggieri

L’importante è avere i locali per i bambini, comunque siano reperiti

Per il dirigente scolastico Ruggieri l’importante non è se la scuola venga ricostruita o ristrutturata, l’importante è avere locali idonei che possano ospitare gli alunni. Invita l’amministrazione a lavorare in sintonia per trovare le soluzioni giuste per risolvere il problema della scuola. I locali presso la parrocchia potrebbero essere una soluzione. Si potrebbe spostare lì la scuola dell’infanzia e recuperare così spazio nell’edificio di piazza Roma per la scuola elementare, anche per la mensa, .perché si sa che oggi alcune aule non sono perfettamente idonee. È importante che le soluzioni siano trovate rapidamente, perché il centro degli studi deve rimanere Cerreto, come è sempre stato. (3’52” – 683 kB)

 

Pasquale di Meola

Auspica collaborazione tra maggioranza e minoranza

Il prof. Pasquale Di Meola, a nome dei docenti, ribadisce che i problemi ci sono, e vengono affrontati con impegno e sacrificio da tutti gli operatori scolastici. Invita maggioranza e minoranza a unire le forze per far sì che Cerreto resti sempre la città numero uno della zona. (1’46” – 312 kB)

 

Ritorna l’ipotesi della commissione tecnico-politica

Roberto Stanziano: valutare la possibilità di ricostruire l’edificio

Stanziano ricorda che i bambini furono catapultati fuori dalla scuola elementare, in modo tanto precipitoso che non riuscirono a recupere neppure gli zainetti, perché si disse che la struttura stava crollando. Come si poteva pretendere che i genitori avessero continuato a mandare tranquillamente i loro figli in quella scuola? È necessario smetterla con le polemiche, e per questo ringrazia il sindaco che ha chiesto scusa per i toni aspri con cui è iniziato il consiglio.

Quando qualche genitore e qualche insegnante ha fatto presente che vi sono aule in cui i bambini non si possono muovere, la minoranza non ha mai voluto fare strumentalizzazioni, perché si rendeva conto di trovarsi in una situazione di emergenza. Poi però l’emergenza è diventata normalità e la minoranza ha cercato di sollevare il problema, perché i genitori non erano ascoltati, anzi quei pochi che parlavano della scuola erano trattati come terroristi agitatori che osavano dire che i loro figli non stavano bene in questi locali. Ora finalmente è chiaro a tutti che le cose non vanno bene. La minoranza non vuole strumentalizzare i problemi ma li vuole risolvere, tanto è vero che la proposta di Gagliardi va esattamente in questa direzione. La proposta di istituire una commissione di genitori, docenti ed amministratori serve a trovare quella soluzione che al momento non è stata ancora individuata. Vanno valutate le possibilità di utilizzare l’istituto “M. Carafa”, oppure le opere parrocchiali;  va valutata anche la possibilità di riparare l’edificio della scuola elementare oppure ricostruirlo daccapo. Stanziano è convinto che tutti i genitori siano disponibili a sopportare i disagi per qualche mese in più per aspettare la realizzazione di un edificio nuovo, rispondente alle moderne esigenze didattiche. In questo modo, quando sarà stata la commissione a decidere, tutti saranno convinti che la scelta effettuata sia stata la migliore. (7’33” – 1328 kB)

 

Santagata

L’edificio poteva creare intralcio alla popolazione giovanile

Santagata afferma che non si può accusare l’amministrazione di superficialità, perché l’edificio era riconosciuto da tutti come pericolante, e in qualsiasi momento poteva creare intralcio per la popolazione giovanile. L’amministrazione adottava una misura immediata. (2’48” – 494 kB)

 

Santagata-Stanziano

Finanziamenti e “traffici politici”

Santagata sostiene che il sindaco, come deputato, ha fatto avere un finanziamento di 290.000 euro, Stanziano risponde che anche altri paesi, che non hanno il sindaco deputato, hanno avuto lo stesso finanziamento. Dialogo tra Santagata e Stanziano sui “traffici” politici. (3’03” – 539 kB)

 

Tre miliardi sono una bella somma

Renzo Morone

Ritiene che si possa costruire gran parte di un edificio nuovo

Morone riprende la proposta (fatta nel convegno con i genitori del 5 novembre e ripresa nell’intervento di Gagliardi) di utilizzare l’edificio parrocchiale per la scuola materna. Ribadisce, a nome del BLOCCO, che non si vuole accusare nessuno, si stanno valutando delle ipotesi per trovare, insieme, la soluzione migliore. Sottolinea ancora che i tre miliardi disponibili per riparare l’edificio della scuola elementare corrispondono esattamente alla somma spesa per costruire, da zero, l’istituto turistico di Faicchio, realizzato in un anno e mezzo. E’ meglio spendere 24.000 euro per comprare una macchina nuova piuttosto che spenderne 20.000 per riparare una macchina usata che, seppure alla fine sarà perfettamente funzionante, rimane sempre vecchia, inquinante e non rispondente ai criteri moderni. La scuola moderna non necessita solo di aule, richiede anche spazi esterni, spazi comuni e tante altre cose. Con i 3 miliardi reperiti, che sono una bella somma, sicuramente si potrà realizzare ed utilizzare gran parte di un edificio nuovo, poi, successivamente, con ulteriori sacrifici, si possono completare le altre cose, ma allora si avrà una scuola nuova. (4’23” – 789 kB)

Dal pubblico e dal consiglio si esprimono posizioni favorevoli alla proposta del BLOCCO di formare un gruppo di lavoro per valutare il trasferimento della scuola materna nell’edificio parrocchiale. (1’16” – 224 kB)

 

 “Salite sul comune e chiedete, urlate le vostre ragioni” invita il capogruppo di maggioranza

Giuseppe Massarelli

Massarelli ringrazia gli intervenuti che hanno contribuito a risolvere il problema della scuola. In un primo momento si sono trovate delle soluzioni che, poi non sono state più ottimali. Secondo lui non è accettabile ritenere che l’amministrazione non si sia attivata. Possono essere state adottate soluzioni non ideali, che possono essere ridiscusse, ma comunque non si può dire che si sono disinteressati del problema. Con immediatezza ed urgenza sono stati reperiti fondi ed immobili, anche se non era una cosa facile. Sono stati eseguiti i lavori per rendere più confortevole l’edificio del Leone XIII. Sono state reperite le risorse per rendere di nuovo fruibile l’edificio di piazza Mazzacane. Per le valutazioni di carattere tecnico sono stati incaricati i tecnici validi, che si assumono le responsabilità delle loro relazioni. Un tecnico come la prof. Tecce certamente darà vita ad una struttura che, alla fine, sarà collaudata ed avrà tutte le certificazioni per poter essere utilizzata. Non si può mettere in discussione la parola del tecnico, altrimenti si diventa qualunquisti. Rivolgendosi ai cittadini Massarelli afferma che la casa comunale è di tutti, e quando c’è un problema i cittadini devono salire sul comune per chiedere, urlare le loro ragioni, perché gli amministratori hanno l’obbligo di ascoltare (ed anche il piacere). (7’41” – 1352 kB)

Ma genitori:

“più di una volta siamo venuti ed abbiamo chiesto, ma non abbiamo avuto risposta”

Massarelli continua affermando che, quando si sono resi conto che il problema della scuola non era più quello di un anno fa, hanno convocato il consiglio comunale aperto per ascoltare le ragioni della gente. La casa comunale è casa dei cittadini.

La signora Nunzia Durante interviene dicendo che i genitori sono venuti sul comune, e non una sola volta, già dall’anno scorso, e non hanno avuto risposte. Hanno scritto anche una lettera all’assessore alla cultura e all’istruzione senza avere risposta.

Massarelli (con evidente imbarazzo n.d.r.) afferma che la risposta alle richieste è la riunione di questa sera. Da parte dei genitori si sottolinea che è stato necessario formare il comitato per essere ascoltati, e il non si è visto il buonismo che si vuole mostrare stasera, molte volte si è notato scetticismo di fronte alle richieste dei genitori. Massarelli insinua addirittura che i genitori possono essere prevenuti. Comunque la maggioranza ha preso delle decisioni, ha fatto delle scelte e tra qualche mese una parte dei lavori saranno completati. Questi sono i fatti. Afferma infine di cogliere spunti polemici negli interventi dei consiglieri di minoranza. (4’08” – 727 kB)

 

Francesco Gagliardi

“Non contestiamo le scelta ma il mancato confronto”

Gagliardi sottolinea che l’assessore “ripescato”, il giorno dell’apertura delle scuole, invece di pensare al disagio di alunni e genitori, pensava ai padiglioni di AGRI-FLOP. Sostiene che lui, al posto di quell’assessore bocciato dal popolo, non avrebbe accettato la carica per una questione di dignità. (50” – 149 kB)

Gagliardi ribadisce che non si stanno contestando le scelte che sono state fatte: si sta contestando il mancato confronto, perché questo consiglio comunale andava fatto un anno e mezzo fa. Come è stata fatta l’indagine statica sulla scuola elementare, parimenti la stessa indagine si sarebbe dovuta fare anche sull’edificio dove sono stati mandati i bambini. Invece nessuno vuole assumersi la responsabilità di garantire la sicurezza di questo edificio. Non si è voluto neppure discutere sull’eventualità di effettuare i lavori su una parte dell’edificio mentre si utilizzava un’altra parte. Queste sono soluzioni che si discutono insieme, se poi dalla discussione venisse fuori che i tre miliardi disponibili non sono sufficienti per costruire una scuola nuova, allora saremmo d’accordo a riparare quella vecchia. Discutiamo insieme su tutte le possibilità.  (5’19” – 935 kB)

 

Francesco Gagliardi - Rocco Di Paola

Sui costi di riparazione o di ricostruzione

Rocco Di Paola sostiene, come contabile, che per fare la scuola nuova occorrono 4 milioni di euro, e questa somma non è disponibile e, un anno e mezzo fa, non c’erano le condizioni per poter reperire altri locali, stasera invece ci sono, e si può valutare. È inutile fare polemiche perché questo non è più un problema politico. Anche l’architetto Morone deve mettere da parte la politica e dare il suo contributo tecnico alla soluzione del problema. Lui non deve scavalcare i cancelli, gli devono essere spalancati, per tutto quello che ha sempre fatto per Cerreto. (3’04” – 542 kB)

Francesco Gagliardi, in risposta, ricorda che  esiste la relazione secondo cui, per riparare la scuola, occorrono un milione e mezzo di euro ma non esiste nessuna relazione che quantifichi la spesa per una scuola nuova, chiede a Di Paola se, secondo lui, sarebbe più opportuno costruire la scuola nuova. Di Paola risponde che ormai sono stati già spesi dei soldi, si parla addirittura di primo secondo e terzo lotto, quindi non si può più prendere in considerazione la possibilità della scuola nuova. Gagliardi conclude l’intervento chiedendo che la prof. Tecce ci dica se, con costi e tempi uguali, si può realizzare una scuola nuova. Riguardo alla sistemazione attuale degli alunni poi ribadisce la proposta di verificare l’eventuale utilizzo dell’istituto Carafa o delle case parrocchiali. (2’26” – 430 kB)

 

“Correggete, sul verbale, gli errori di grammatica dell’assessore Parente”

Franco Gismondi: finalmente si accettano anche le nostre proposte

Ritiene che tutti i consiglieri di maggioranza abbiano partecipato alla decisione sulla scuola

Gismondi prende atto che finalmente anche le proposte provenienti dalla minoranza sono discusse ed accettate e non sono più respinte senza discussione, solo perché provenienti dalla minoranza. Sostiene che, durante i lavori di rattoppo della scuola, facilmente verranno fuori imprevisti, visto il modo in cui si costruiva negli anni 60, ed i costi saranno molto più elevati di quelli preventivati. Alla fine avremo speso un milione e mezzo di euro (salvo imprevisti), cioè lo stesso costo per costruire da zero l’istituto turistico di Faicchio. La valutazione di 4 milioni di euro fatta dall’assessore ai lavori pubblici si riferisce ad una superficie di 4000 mq, cioè ad una scuola di 50 aule, mentre per la scuola elementare di Cerreto occorrono solo 15 aule, oltre alle aule speciali. Invita la segretaria comunale a correggere gli errori di grammatica presenti nella relazione dell’assessore Parente, visto che dovrà essere pubblicata allegata al verbale del consiglio. Esprime preoccupazione perché l’assessore ha affermato che anche la scuola media è in zona franosa, allora dovrebbe essere evacuata urgentemente! (5’19” – 937 kB)

Gismondi sostiene che le proposte della minoranza non sono fatte per spirito polemico ma per l’interesse di Cerreto. È convinto che molti consiglieri di maggioranza condividono quelle proposte, ma non possono dirlo. Invita allora i consiglieri di maggioranza, quando sono convinti della validità di certe scelte, a far valere le proprie convinzioni, magari non pubblicamente, in consiglio comunale, ma almeno nelle loro riunioni. Altrimenti si corre il rischio si passare per “don Abbondio” quando diceva che “il coraggio, se uno non ce l’ha, non se lo può dare”. Gismondi è convinto che i consiglieri di questa maggioranza difendono le loro opinioni, fanno valere le proprie convinzioni. È convinto che tutti i consiglieri di maggioranza conoscono perfettamente la problematica della scuola, ed hanno sostenuto la scelta del restauro con perfetta cognizione di causa. Si dichiara certo di ciò perché, se così non fosse, ci sarebbero gravissime preoccupazioni per la democrazia a Cerreto. Ed invita i consiglieri a non distruggere questa certezza perché, sostiene, il potere assoluto di pochi, che governavano senza tener conto delle esigenze dell’intera collettività, è finito più di 200 anni fa, con la rivoluzione francese. Conclude invitando i consiglieri a difendere la democrazia a Cerreto. (3’15” – 573 kB)

 

Breve intervento del prof.

Pasquale di Meola

che invita il Consiglio Comunale a non lasciar cadere le cose e finire tutto a “tarallucci e vino” ma a dare almeno qualche “stanzetta” per le classi di cui si è parlato prima. (50” – 148 kB)

 

Si convoca per il 9 dicembre la

Commissione

costituita dall’amministrazione, dai due capigruppo consiliari, dai rappresentanti dei genitori e dal dirigente scolastico, per cercare le soluzioni all’emergenza, valutando la possibilità di trasferire gli alunni in altri edifici. (2’18” – 406 kB)

 

Non si ritiene necessario capire se, tecnicamente ed

economicamente, è conveniente ricostruire daccapo l’edificio

Per la maggioranza si sono spesi già molti soldi - Ma perché non ci hanno pensato prima?

La minoranza insiste sulla proposta di un tavolo tecnico per valutare l’ipotesi di ricostruzione completa della scuola. Barbieri sostiene che ormai sono stati già impegnati ed in parte spesi un milione di euro per cui va attuato il progetto di riparare il vecchio edificio perciò il tavolo tecnico è inutile. La minoranza ritiene che debbano essere i tecnici, e non i politici, a valutare. I tecnici potrebbero anche individuare la possibilità di vedere se, eventualmente, i lavori fatti finora possono essere recuperati in un progetto più ampio di ricostruzione dell’intero edificio. La commissione tecnica riferirà al Consiglio Comunale che, nella sua veste istituzionale, deciderà la soluzione da adottare. (2’48” – 495 kB)

 

 

Gagliardi formula la proposta da mettere ai voti: “creazione di un tavolo tecnico-amministrativo composto da rappresentanti della maggioranza, della minoranza e dei genitori, oltre che da un pari numero di tecnici, nominati dai singoli componenti, che valuti, entro un arco temporale limitato, lo stato dei lavori, valutando la possibilità di ipotesi alternative a quelle che in questo momento si stanno realizzando, in particolare la possibilità di un rifacimento ex novo, anche parziale, della struttura di piazza V. Mazzacane”. (55” – 164 kB)

 

Il BLOCCO vota a favore della proposta, la maggioranza vota contro.

 

Significa che i consiglieri di maggioranza di Cerreto non hanno bisogno di chiedere pareri tecnici per decidere su un progetto architettonico?

Franco Gismondi